Scrivia – Modulo 4

Scrivia – Modulo 4

Domenica 1 Giugno al Joy’s Pub di Bari si è tenuto il quarto modulo di Scrivia, il mio Laboratorio di scrittura creativa in collaborazione con Kedos.

Il tema del modulo era ispirato all’Hyakumonogatari Kaidankai (百物語怪談会lett. insieme di cento racconti fantastici), un gioco giapponese nato durante il periodo di Edo (1603 – 1868), inizialmente diffuso fra i samurai, per sfidare la paura.

Abbiamo iniziato facendo un elenco delle nostre paure:

- Indifferenza

- Buio

- Futuro

- Sofferenza

- Ignoranza

- Vecchiaia

Per ogni paura abbiamo cercato, poi, dei sinonimi, altri modi per poter dire quella paura. Da questi sinonimi ognuno doveva scegliere quello che riteneva più adatto. Alla fine, con i sinonimi scelti, ognuno ha scritto un breve pensiero:

Daniela Castagna

Il tuo abbraccio di cemento

Rivela una assenza d’ombra, la mia

Purtroppo

Prospettiva inversa, no?

Mi fa male, sono sempre io

Con le parole inutili.

Troppi passi, pochi passi.

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Mimmo Gregorio

Il tuo silenzio è la mia angoscia di vivere,

così io scopro che ho paura

di sapere di cosa ho paura.

Ecco il distacco

qui c’è solo il mio chiasso ruvido,

in attesa.

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Daniela Albanese

Il tuo essere senza sguardi,

mentre siamo qui,

risucchiati dal nulla,

in attesa di domani, che sarà come oggi,

in questo abbraccio gelato,

dall’andamento statico,

ricordo quella che ero.

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Aniv

IL TUO VOLTAR LE SPALLE PER ME E’ UN SALTO NEL VUOTO.

IL SALTO NEL VUOTO E’ TALE CHE TUTTO E’ DA REINVENTARE.

IL TUO DISTACCO E’ ASSENZA DI FANTASIA, MI FAI PENSARE A QUELLA CHE NON SARO’ MAI PIU’.

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Francesca Emilio

La sordità emotiva rimbombava nel vuoto, creava assenza di confine spazio temporale. E io danzavo nella loro dimensione indefinita producendo il suono di un vinile raschiato: chiasso ruvido scuoteva le mie ossa, ancora troppi passi, pochi passi, poi la deriva.

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Rosario Le Piane

Il tuo cicatrizzare l’anima,

tu che anima non hai per non voler sapere,

vernice rossa sulle ossa.

Colore trasparente in un involucro in prestito..

 

Dopo questo primo esercizio ho chiesto agli iscritti di scrivere un breve componimento su quello che più desiderano, su quello che più vorrebbero in questo momento. Ecco qui i loro scritti:

Rosario Le Piane

Vorrei che ognuno abbia un sorriso, il sorriso dell’anima.

Non capisco perché sia così difficile accettare la felicità degli altri!

Per quanto mi riguarda fa più male la sofferenza di un’altro che la mia, ancor di più, se , purtroppo a volte, sono io a causarla…
Una persona felice mi fa sperare che domani toccherà a me e magari il mio sorriso da speranza  a te…immagino una catena di Sant’Antonio di sorrisi, dove ogni sorriso arricchisce il tuo e quello degli altri.
Ma purtroppo, lo so, son io il primo a non regalare un sorriso…
Il problema per me è che tutto deve essere “VERO”, spontaneo, naturale, sentito…
E per regalare un sorriso devi averne almeno uno….

il mio desiderio più grande? Tornare presto a sorridere!!!

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Francesca Emilio

Vorrei vivere di questo, senza attese e digrignamento di denti, vorrei vivere di carta, penna e inchiostro.Di musica e parole, del canto mio, di un’anima che non sa camminare senza guardare altrove, perché senza muore. E’ un cicatrizzare lento, un continuo contare le ore l’idea di non sapere che la mia passione mi terrà la mano in ogni luogo, anche quello più lontano. Vorrei, davvero, vorrei, avere la possibilità di render meno vano il mio diritto, quello di raccontare le molteplici verità dell’universo inverso e astratto in cui vivo con le mie parole, con le mie melodie. Ho così tante parole da associare a suoni, così tante lettere da scrivere sulle pagine cartacee e di plexiglass del mondo. Vorrei che raccontare fosse il mio lavoro, vorrei poter dar voce agli altri, soprattutto a quelli che non possono parlare, alle persone private di diritti. Voglio pulsare con le loro e le mie storie, offrire al mondo l’opportunità di credere in un mondo migliore, vorrei dare a tutti l’opportunità di conoscere le storie, di vedere con i miei e con gli altrui occhi, di sentir con la mia voce. Vorrei vivere di questo, niente di più, vorrei vivere di parole e musica.

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ANIV

IN QUESTO GIORNO DI MARE E DI VENTO SAREBBE BELLO POTER TORNARE A CASA INSIEME AL TRAMONTO.

CORRERE AD OCCUPAR LA DOCCIA E POI DECIDERE DI FARLA INSIEME ; MENTRE IO TI INSAPONO TU TI DIVERTI A SPRUZZARE ACQUA SUI CAPELLI .

E POI…..RIDERE…RIDERE … RIDERE !

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Daniela Albanese

Vorrei avere più tempo per me.

Tempo per pensare, per guardarmi dentro, per capire cosa voglio davvero, per vivere pienamente e non guardarmi vivere, in attesa del giorno in cui potrò finalmente respirare.

Vorrei più tempo per stare con le persone che amo, perchè non sono eterne le persone e non è eterno l’amore che, si sa, se non è curato come un giardino, avvizzisce e muore.

Vorrei avere tempo per guardare il tramonto sul mare, per guardare negli occhi le persone che incontro, interessarmi alla loro storia per davvero, senza limitarmi a sterili convenevoli, perchè ogni persona è un universo da esplorare.

Vorrei avere tempo per coltivare le mie passioni, per cibare la mia anima, per ritrovare l’entusiasmo che ho perso e non so né dove, né quando, né per colpa di chi.

Vorrei avere tempo per ritrovare i vecchi amici, ridere su quello che abbiamo condiviso e fare nuovi progetti insieme.

Vorrei tempo da dedicare ai miei genitori, per sentirli raccontare la loro vita e le loro impressioni sul mondo, finalmente parlando fra adulti.

Vorrei avere tempo per viaggiare, perchè il vero viaggio è guardare con occhi nuovi, ma spesso cambiare aria aiuta.

Vorrei avere tempo per vivere con leggerezza, tempo per pensare, per ascoltarmi, perchè ora la mia voce mi arriva solo a tratti, soffocata dal brusio quotidiano.

Troppi rumori di fondo.

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Daniela Castagna

Vorrei andarci, possibilmente prima dei miei cinquant’anni. Parigi. Vorrei poterci passeggiare a naso in su, sbirciando negli appartamenti borghesi. Prendere in affitto per una settimana un posto non troppo distante dal centro, e vagare a guardare la gente. I manifesti del cinema e i muri.

Sono convinta che nessuno si accorgerebbe che sono italiana. M’immagino di perdere subito l’accento, e di trascorrere ore ed ore a conversare anche con le baguette.

E di respirare l’aria continentale che ora conosco solo attraverso il film.

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Mimmo Gregorio

Voglio scrivere, sapere di aver costruito un pensiero che mi unisce al tuo mondo, a quello che ho sempre sperato di toccare. Guardare le mie parole spostarsi, correre da sole lontano dagli sguardi sorpresi perché troppo veloci, troppo potenti.

Voglio scrivere coi tuoi occhi addosso alla mia penna, saperli luccicanti e grandi solo per aver trovato tutti i sogni che stavano cercando. Voglio scrivere senza un centro da toccare, solo per sentire il mio respiro nuovo nuovo, sempre più forte rispetto a tutto quello che tento di dimenticare.

E se i miei occhi dovessero vederti leggermi, scoprirò forse di aver scritto con le tue parole.

 

A presto per un nuovo appuntamento con Scrivia!

Luciana Manco

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